Se stai cercando una guida gratuita per creare un blog e guadagnare da zero, ti consiglio di leggere fino in fondo questo tutorial, scoprirai come scegliere una nicchia profittevole, fare la ricerca delle parole chiave, scegliere un nome dominio, acquistare il miglior hosting, scegliere il tema migliore, creare contenuti di valore ed iniziare a guadagnare.

Potrai trovare diverse risorse di questo tipo ma l’obiettivo di questa guida è quello di fornirti un metodo pratico per creare da zero un blog che monetizzi.

Questa guida è rivolta sia ai principianti, sia a chi ha già un blog ma non ancora riesce a raggiungere i risultati sperati.

In questa guida troverai:

Cos’è un blog

Il blog è un sito web il cui contenuto principale è un articolo scritto.

Quando si parla di blog, spesso ci si riferisce a blog di persone famose o blog di notizie ma si possono avviare blog di successo in moltissime nicchie. Tuttavia, come potrai leggere in seguito, ci sono nicchie che seppur ti consentono di avere un buon numero di lettori, non sono profittevoli come altre.

I blogger spesso scrivono i propri articoli secondo una prospettiva personale che gli consente di entrare maggiormente in contatto con i propri lettori e fidelizzarli più facilmente.

Questa caratteristica è uno dei maggiori vantaggi della creazione di un blog.

I lettori di un blog infatti si aspettano di leggere qualcosa di personale, i lettori di un blog di cucina ad esempio, vogliono leggere le esperienze di qualcuno come loro e non un trattato scientifico di un esperto di nutrizione.

Perchè avviare un blog nel 2020?

Nonostante ci troviamo nell’epoca d’oro dei video su Youtube, avviare un blog proprio ora potrebbe sembrare controcorrente.

Infatti lo è!

Perchè quindi dovremmo creare un blog proprio ora?

Il blog è lo strumento più completo per creare un business online ed è il miglior modo che oggi abbiamo per intercettare i bisogni delle persone su Google.

Il blog è inoltre un posto tutto nostro dove possiamo pubblicare ciò che vogliamo ed è sotto il nostro più completo controllo.

Gli utenti che arrivano sul blog attraverso la ricerca organica sono persone che hanno un esigenza ben definita.

La loro esigenza è data da quello che scrivono nella barra di ricerca di Google.

A differenza dei social, gli utenti vengono sul tuo blog perchè hanno bisogno dei tuoi contenuti per risolvere un problema.

Scelta della nicchia

Prima di iniziare il tuo progetto devi scegliere in quale nicchia operare con il tuo blog. La scelta della nicchia è fondamentale per il futuro successo del tuo blog.

Le nicchie non sono tutte uguali, ci sono quelle più competitive, quelle meno, quelle più remunerative e quelle per nulla profittevoli.

nicchia-blog-da-non-scegliere

Quale nicchia dobbiamo scegliere?

Un tempo ti avrei detto di scegliere la nicchia che racchiude le tue passioni, gli argomenti che ti piacerebbe scrivere e che non ti annoieresti mai di trattare.

Consigli utili se vuoi creare un blog che, se ti va bene e sei bravo con la SEO, ti porterà solo molti lettori ma molto poco o per nulla guadagno.

Siccome noi siamo qui per creare un blog che sia un vero e proprio business online, il consiglio di scegliere la nicchia delle tue passioni è da cestinare.

La monetizzazione in un blog è fondamentale, per quanto tu abbia passione, la motivazione più forte è il guadagno.

NB! Ci sono sicuramente casi in cui il blogger non guadagna nulla dal suo blog e porta avanti il progetto per anni e anni, ma sono casi rarissimi.

Un progetto blog che nasce senza sapere come guadagnerà, è un progetto che nasce già morto.

Sul web ci sono oltre 500 milioni di blog ma la stragrande maggioranza è abbandonato perchè il proprietario non riuscendo a guadagnare, ha perso la voglia di proseguire.

È capitato anche a me, per questo ci tengo che tu non faccia lo stesso errore.

Come ti dicevo le nicchie non sono tutte uguali ed ecco di seguito quelle più profittevoli.

Dove sono i tuoi soldi?

Quando stai per iniziare un nuovo blog la domanda che dovresti non è:

Qual è la mia nicchia?

ma:

Chi è il mio pubblico e quale loro problema posso risolvere con il mio blog?

Guardati intorno, le aziende più di successo al mondo offrono del valore alle persone risolvendo i loro problemi.

Per offrire dei contenuti di valore sul tuo blog devi capire a fondo le esigenze del tuo pubblico. Devi capire per cosa i tuoi lettori sono disposti a darti i loro soldi.

Questo blog ad esempio, si rivolge ad un pubblico che ha l’obiettivo di guadagnare online e questo post in particolare è creato per chi vuole creare un blog da zero nel 2020.

Inoltre è necessario capire il budget del tuo pubblico.

Quanto sono disposti a spendere per risolvere i loro problemi?

Le nicchie più profittevoli

Per avere un’idea più chiara, ecco le nicchie più profittevoli oggi presenti online:

  • Finanza personale
  • Marketing
  • Lifestyle
  • Maternità
  • Viaggi
  • Cibo

Tra tutte queste nicchie, quelle con più blogger che guadagnano oltre 2000 dollari al mese sono le seguenti.

La nicchia che invece ha il guadagno mensile più alto è quella della finanza personale (9100 $) e del food (9100 $), tutte le altre si aggirano tra i 4200 e i 5200 dollari.

Quindi questo ci fa capire che ad esempio se operi nella nicchia del marketing sarà più facile rispetto alle altre nicchie arrivare ad una soglia di 2 mila dollari mensili, ma una volta superata sarà molto difficile raggiungere cifre oltre i 5 mila dollari.

Utilizzando questi dati, la stessa ricerca ci mostra quali siano le nicchie in cui è più semplice fare soldi.

Da privato a business

Fin ora abbiamo visto con quali criteri scegliere una nicchia e quali fossero le più profittevoli, tuttavia c’è un ulteriore ottimizzazione che possiamo fare nella nostra scelta, ovvero decidere di rivolgerci a liberi professionisti ed aziende piuttosto che a privati.

Prendendo come esempio questa guida, potrei cambiare il pubblico target includendo un’unica parola nel titolo, ovvero si passerebbe da:

“Come creare un blog da zero nel 2020

a

“Come creare un blog aziendale da zero nel 2020“.

Questo piccolo cambiamento consente di indirizzare il mio contenuto a persone che sicuramente possiedono un’attività e che quindi hanno maggiori disponibilità economiche e acquisterebbero un mio servizio più facilmente.

In questo modo riceverei sicuramente meno visitatori sul mio sito, ma avranno un budget sicuramente maggiore da spendere.

Quindi, quando scegli la tua nicchia valuta se c’è la possibilità di rivolgerti non ad un privato ma ad un business.

Qual è il mio valore aggiunto

Bene, fino ad ora abbiamo individuato una nicchia ma la dobbiamo ancora validare.

Per creare un blog di successo è necessario differenziarsi dagli altri, fornire ai lettori un punto di vista che non potranno trovare altrove.

Per fare questo devi essere certo di avere qualcosa di diverso rispetto alla tua concorrenza.

Per creare del valore aggiunto devi capire quali sono i tuoi punti di forza, possono essere la tua esperienza, un metodo diverso da tutti gli altri, l’utilizzo di nuove tecnologie, il focus su alcuni aspetti ecc.

Ricerca parole chiave

La ricerca delle parole chiave è senza dubbio una delle competenze che devi obbligatoriamente apprendere per essere un buon blogger.

Perchè?

La ricerca delle parole chiave ci consente di capire se gli articoli che vorremmo scrivere avranno un reale seguito.

Effettuare una buona ricerca di parole chiave avrà un impatto positivo sia sui tuoi lettori, poichè riuscirai a capire meglio quali sono i loro problemi e soddisfarli, ma anche per i motori di ricerca poichè un articolo che contiene le giuste keyword consente ai motori di capire di cosa tratti e posizionarti meglio nelle SERP(pagine dei risultati di ricerca).

Ricorda che un utente quando scrive qualcosa nella barra di ricerca di Google esprime un’intenzione di ricerca, il nostro compito sarà quello di intercettare quell’intenzione e fornire una soluzione inerente ad essa.

Come trovare idee per le parole chiave

Dato che a questo punto dovresti aver già in mente in quale settore vuoi posizionare il tuo blog, adesso dobbiamo stilare una lista degli argomenti che tratteremo sul nostro sito web.

Ad esempio se volessi creare un blog di web marketing come questo stilerei una lista di argomenti come questo:

  • SEO
  • Instagram
  • email marketing
  • Podcast
  • Youtube
  • blogging

Ce ne sono molte altre ma per un esempio possono bastare.

NB! Queste non sono parole chiave ma argomenti che tratteremo sul blog!

Google e Youtube suggest

Una volta che abbiamo gli argomenti andiamo a trovare le parole chiave generiche. Per farlo utilizzeremo Google.

Prendiamo in esempio l’argomento email marketing ed inseriamolo nella barra di ricerca.

Come puoi vedere Google ci suggerisce delle keyword che aggiungeremo alla nostra lista.

La stessa cosa puoi farla utilizzando Youtube.

Ricerche correlate

Un altro modo per trovare ulteriori idee è scorrere fino alla fine le SERP di Google ed arrivare all’area ricerche correlate.

Come per i suggerimenti precedenti di Google anche queste sono ricerche effettuate dagli utenti e Google ti sta indicando che chi cerca “email marketing” è anche interessato a tutte queste ricerche correlate.

Wikipedia

Potrebbe sembrare strano ma Wikipedia è una risorsa importantissima per avere nuove idee.

Se ad esempio vorremo cercare idee per la keyword “SEO”, la digitiamo su Wikipedia e nella pagina relativa avremo un indice che ci suggerisce i macroargomenti relativi alla SEO.

Come effettuare la ricerca

Per effettuare una ricerca keyword ci sono diversi tool online a pagamento e non. Tra i migliori a pagamento per il mercato italiano c’è Seozoom, Keywordtool.io, Semrush.

I tool gratuiti invece sono: Ubersuggest e Keyword planner di Google.

Tutti questi strumenti ci consentono di avere importanti informazioni quali:

  • Volume di ricerca: quante volte una keyword viene ricercata in un determinato range di tempo.
  • Difficoltà della parola chiave: quanto sarebbe difficile posizionarsi per quella keyword in base alla concorrenza.
  • Costo per click (CPC): quanto sono disposti a spendere, per quella parola chiave, chi fa pubblicità a pagamento. Questa metrica è importante per capire se una keyword è di valore o meno. Infatti potremmo trovare keyword da diverse migliaia di ricerche al mese, facili da posizionare ma con un CPC molto basso. Questo vuol dire che posizionare quella chiave sarà relativamente facile ma non è una keyword remunerativa.

La nostra parola chiave ideale dovrebbe avere un elevato volume di ricerca, bassa concorrenza ed un CPC elevato. Purtroppo questa keyword non esiste ma possiamo trovarne alcune che in parte hanno quelle caratteristiche.

Di solito infatti ci capiterà di trovare parole chiave generiche che hanno un elevato volume di ricerca ed un alta concorrenza ma un CPC molto basso.

Ci sono molte ricerche, difficoltà molto elevata ma un CPC molto basso.

Perchè?

Le keyword troppo generiche non identificano una reale intenzione dell’utente.

Quindi: di solito le parole chiave “generiche” hanno un elevato volume di ricerca, difficoltà medio alta e un CPC basso.

Le keyword più specifiche, invece, hanno bassi volumi di ricerca e CPC più elevati. Queste keyword si chiamano parole chiave a coda lunga.

Quali parole chiave scegliere

Ora dobbiamo capire come scegliere le parole chiave in riferimento al volume di ricerca, la difficoltà della parola chiave e del costo per click.

Possiamo dividere le parole chiave per:

  • Volume di ricerca:
    • basso: minore di 1000 visite al mese
    • medio: tra 1000 e 5000
    • alto: oltre 5000
  • Difficoltà di posizionamento:
    • facile
    • media
    • elevata

Bassa concorrenza e basso o medio volume di ricerca

Su un blog appena nato e con poca autorevolezza è bene utilizzare keyword a bassa concorrenza e con un volume di ricerche mensili medio alto.

Ad esempio per il mio articolo sugli 11 modi di guadagno su Youtube ho scelto come keyword: “come guadagnare con Youtube” che ha 1600 ricerche medie mensile ed un CPC di 1,88 euro.

Osservazione: quando scegliamo una keyword, anche con un volume di ricerca medio o basso, il nostro articolo verrà indicizzato da Google e gli altri motori di ricerca per altre keyword simili che possono ricevere più o meno traffico della principale.

Nel caso d’esempio l’articolo è stato indicizzato anche per “come fare soldi su Youtube”, “guadagnare su Youtube”, “come guadagnare su Youtube”.

Questo vuol dire che quando scegli una keyword non riceverai traffico solo da essa ma anche da altre keyword che vengono percepite dai motori di ricerca come simili, ovvero parole chiave che soddisfano le stesse intenzioni di ricerca.

Queste keyword saranno la nostra principale fonte di traffico sul nostro blog e dato che sono spesso keyword a coda lunga identificano un bisogno ben definito per l’utente e quindi facilmente monetizzabili.

Le parole chiave che identificano bisogni che possono essere più facilmente monetizzabili includono al loro interno la parola “come” o “migliore”.

Per quanto riguarda la parola “come”, identifica la necessità di risolvere un problema spesso urgente.

“Migliore” o “migliori” identificano invece la necessità di sapere quali prodotti o servizi risultano migliori in una lista. Un utente che fa questo tipo di ricerche è spesso pronto a fare un acquisto.

Alto volume di ricerca, alta concorrenza ma basso CPC

Posizionare una parola con alto volume di ricerca nelle SERP di Google ci consentirebbe di ricevere molto traffico ma quest’ultimo sarebbe difficilmente monetizzabile poichè l’intento di ricerca sarebbe troppo vago.

Struttura del blog

A questo punto abbiamo scelto la nicchia del nostro sito e sappiamo quali parole chiave utilizzare ma ci manca ancora un tassello.

Come organizziamo il sito?

Spesso chi inizia a fare blogging non pensa alla struttura del proprio sito e questo può essere un grosso svantaggio in termini di posizionamento.

Avere un blog strutturato è importante per due ragioni:

  1. Migliora l’user experience: gli utenti riescono a navigare più facilmente tra i tuoi contenuti
  2. Vantaggi SEO: i motori di ricerca capiscono meglio i contenuti del tuo sito e sarà più facile per te posizionarti nelle SERP (pagine dei risultati dei motori di ricerca)

Il metodo di cui ti voglio parlare ora si chiama “struttura a silo“.

Struttura a silo

La struttura a silo è un metodo di progettazione che ci consente di organizzare un blog in modo da raggruppare insieme i contenuti correlati.

In una struttura a silo il blog è diviso in macro argomenti ed ognuno di essi è supportato da post di minore importanza ma che servono ad identificare meglio il macro argomento.

Ad esempio se ho un blog che parla di “utensili” , gli argomenti principali possono essere “utensili portatili”, “utensili elettrici”, “utensili a gas”.

Per ogni argomento avremo dei contenuti secondari che aiuteranno a classificare la chiave principale.

Per il topic principale “utensili elettrici” avremo dei sotto topic quali: “trapano elettrico”, “compressore elettrico”, “sega elettrica”.

A loro volta i sotto topic possono avere dei sotto-sotto topic. Per esempio il sotto topic SEO off-page può avere sotto topic quali linkbuilding e anchor text.

L’obiettivo è quello di individuare una parola chiave altamente monetizzabile e spingerla in alto su Google grazie a dei post di supporto.

Money page e post di supporto

La money page è la pagina o articolo principale del silo e deve essere creata attorno ad una parola chiave altamente monetizzabile.

I post di supporto devono invece essere creati attorno a chiavi correlate alla principale ma facilmente posizionabili sui motori di ricerca.

La pagina principale del silo e i post di supporto devono essere collegati tra loro in modo da creare una rete di pertinenza.

Per creare dei collegamenti all’interno dei post coerenti assicurati di richiamare al loro interno contenuti che saranno nei post linkati.

Ad esempio la pagina principale del silo può parlare di “come guadagnare online” e al suo interno ci può essere una lista dei vari metodi ed ognuno di essi rimanda a dei post di approfondimento.

Allo stesso modo i post di supporto possono essere collegati tra loro invitando l’utente a leggere anche gli altri metodi di guadagno online.

Per approfondire questa tematica creerò altri contenuti, al momento dovrai accontentarti di video in in inglese.

Nome dominio

Tutte le persone che stanno per aprire un blog hanno questo dubbio:

Quale nome dominio devo scegliere?

Qualche anno fa molti sceglievano nomi dominio con all’interno la keyword principale della loro nicchia.

Se qualche anno fa questa scelta poteva avere dei vantaggi in termini SEO oggi non ne ha più.

A questo punto la scelta del nome a dominio deve essere fatta su criteri strategici.

La scelta può essere tra un nome dominio specifico che richiama l’argomento trattato nel blog, oppure un nome dominio più generalista come il tipo “nome+cognome”.

Personalmente ho scelto di utilizzare un nome dominio del secondo tipo poichè mi consente di essere più libero nella scelta degli argomenti da trattare.

Scegliere un nome dominio ultra specifico infatti, ti obbliga a trattare un unico argomento. È vero che ci sono blog con nomi ultra specifici che poi hanno allargato i loro interessi, ma che percezione si ha di un blog simile?

Se apro un blog che si chiama falegnameria.it e poi inizio a parlare di giardinaggio è normale che i tuoi contenuti seppur validi non avranno la stessa percezione di autorevolezza agli occhi degli utenti.

Inoltre se ti accorgi che gli argomenti che volevi trattare all’inizio non vanno più bene, (e questo capita spesso a chi apre un blog la prima volta) cosa fai? Acquisti un altro nome dominio?

Queste sono tutte valutazioni da fare.

Molto spesso capita che le nicchie che scegliamo mutano oppure non sono profittevoli come pensavamo.

Quindi cerca di scegliere un nome dominio non troppo specifico e crea specializzazione all’interno del blog con i tuoi articoli.

Consigli: quando scegli il tuo nome dominio, scegli parole facili da ricordare, non utilizzare caratteri speciali o trattini poichè potrebbero far confondere le persone.

Estensione nome dominio

L’estensione del nome dominio è utilizzata per identificare un territorio o una specifica attività, in Italia i più utilizzati sono:

  • .com: commerciale
  • .it: Italia
  • .biz: business
  • .net: network
  • .org: organizzazione
  • .gov: governativo
  • ecc. ecc.

Ti consiglio di utilizzare un .com o un .it poichè oltre a trasmettere più professionalità ti consentono di essere ricordato più facilmente.

Infatti molte persone si ricordano il nome del tuo sito ma non prestano attenzione all’estensione, quindi scrivono in automatico .it o .com.

Controlla il passato del tuo dominio

Una volta scelto il tuo nuovo nome dominio ti consiglio vivamente di controllare se sia già stato usato in passato.

Se è già stato usato, il vecchio proprietario potrebbe averne fatto usi inappropriati ed essere stato inserito nella lista nera dei motori di ricerca.

Per effettuare questa verifica puoi utilizzare Waybackmachine. Ti basterà inserire il dominio scelto e se già stato utilizzato ti verrà mostrato.

Controlla se il nome è disponibile sui social

Importantissimo è verificare se il nome dominio scelto sia libero anche sui social.

Oggi il nostro blog è quasi sempre supportato da profili social e se il nostro nome è già utilizzato da qualcun altro creeremmo solo confusione tra gli utenti.

Per effettuare questa verifica vai su namecheckr.com.

Dove acquistare i domini

Il dominio è acquistabile singolarmente da una società di registrazione oppure viene spesso dato gratuitamente per un anno quando si acquista l’hosting.

Se inizi con l’hosting web Siteground (quello che utilizzo anche io), potrai avere il tuo nome dominio gratuito per un anno.

👉Clicca qui per avere maggiori info su Siteground

Le società che invece vendono domini singolarmente sono:

  • Register
  • GoDaddy
  • Tiscali
  • Aruba

Quelli che fino ad ora ho utilizzato sono Register e Godaddy. Ti consiglio di consultare entrambi prima di acquistare e vedere quanto andrai a pagare l’anno successivo.

L’hosting, perchè ho scelto Siteground

Siteground è una delle migliori agenzie di hosting presenti sul mercato e l’ho scelto per ospitare questo sito web ed aderire al loro programma di affiliazione.

L’hosting è indispensabile per il nostro sito web poichè è il luogo fisico dove risiede il sito.

Scegliere un buon servizio di hosting è fondamentale per un blog perchè consente innanzitutto di essere sempre visibile su internet 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 senza problemi o interruzioni, inoltre nel caso di problemi deve offrire assistenza immediata e professionale.

Ma non è finito qui. Infatti un buon servizio hosting deve garantire dei server veloci e sicuri. La velocità è una delle metriche che i Google considera quando posiziona un sito e la sicurezza è fondamentale per evitare attacchi da hacker.

Se vuoi approfondire la scelta degli hosting vai sulla mia guida che spiega i criteri di scelta e stila la lista dei migliori in Italia.

Perchè ho scelto Siteground:

  • Assistenza 24/24 e 7/7 che si rileva importantissima in caso di problemi
  • Supporto in Italiano
  • 7 livelli di sicurezza per attacchi da hacker
  • Installazione e aggiornamenti WordPress con un click
  • Velocità server superiore ad altri hosting provati
  • Uptime del 99,9%
  • Dashboard intuitiva e facile da usare
  • CPanel
  • Certificati SSL e HTTPS gratuiti
  • Diverse opzioni di acquisto
  • Formula soddisfatti o rimborsati

Ci sono 3 pacchetti disponibili, quello che ti consiglio di utilizzare per primo è quello base denominato “Start up” che è garantito fino a 10 mila visite mensili e 10 GB di spazio.

Personalmente ti posso dire che ho trovato servizi di hosting anche più economici ma l’assistenza non era immediata e la velocità del sito era inferiore rispetto agli standard Siteground.

👉Clicca qui per avere maggiori info su Siteground

Installazione WordPress

Come già specificato, utilizzando Siteground WordPress si installa e si aggiorna automaticamente. Inoltre se non vuoi utilizzare WordPress ma Joomla piuttosto che un altro CMS, allo stesso modo l’installazione richiede un solo click.

L’installazione di WordPress avviene attraverso il wizard Siteground.

Per iniziare l’installazione accedi alla tua area clienti per la prima volta e ti verrà mostrato un popup che ti chiederà se vuoi iniziare un nuovo sito sul tuo account, seleziona l’opzione e scegli WordPress.

Successivamente inserisci le informazioni richieste e clicca su completa il setup.

Bene! Ora ti basterà andare sul sito e controllare WordPress appena installato.

👉Clicca qui per avere maggiori info su Siteground

Il miglior tema per il tuo blog

Fino a questo punto abbiamo un hosting, abbiamo installato WordPress e quindi abbiamo bisogno di installare un tema adatto al nostro blog.

Appena aprirai il tuo nuovo blog, WordPress installerà automaticamente un tema predefinito.

Potrai trovare molti altri temi sia gratuiti che a pagamento direttamente su WordPress seguendo questi passi:

Vai sulla dashboard di WordPress > clicca su aspetto > vai su temi

A questo punto avrai una lista dei temi installati. Vai su “Aggiungi nuovo tema”.

Ora devi decidere se caricare un tema che hai precedentemente scaricato oppure aggiungerlo direttamente da WordPress.

Temi gratuiti vs temi a pagamento

Dato che su WordPress ci sono molti temi gratuiti potresti installare uno di quelli ed avviare il tuo blog.

Se però il tuo obiettivo è guadagnare e vuoi ottenere performance elevate dal tuo sito la tua scelta non può che ricadere sui temi a pagamento.

Un tema gratuito potrebbe essere l’ideale per un piccolo blog che non ha molte ambizioni, ma essendo gratuito ha funzioni limitate ed un codice non ottimizzato come quelli a pagamento.

Infatti dietro i temi a pagamento c’è sempre un team di sviluppo che oltre a migliorare constantemente le performance del tema offre anche assistenza.

Il prezzo dei temi a pagamento varia dai 30 euro fino ad arrivare a diverse centinaia di euro.

Tra i temi a pagamento ci sono anche quelli personalizzati che arrivano a costare anche più di 1000 euro ma sono indicati per business che hanno esigenze particolari.

Per un normale blog bastano le funzionalità e le performance di un tema a pagamento tra i 30 e i 150 euro.

Come scegliere il tema

Il tema migliore non è una scelta univoca che va bene per tutti, ma dipende dalle proprie esigenze e dalla nicchia in cui si opera.

I temi a pagamento migliori sono:

  • Enfold
  • Newspaper
  • Avada
  • Divi
  • Genesis: questo tema è un pò diverso dagli altri e si rifà al concetto di tema padre e tema figlio. In pratica Genesis è una tema che funge da base su cui installare child-theme. In questo modo si hanno molte possibilità di cambiamenti grafici ma allo stesso tempo performance elevate.

Il tema adatto al tuo blog deve avere 5 caratteristiche principali:

  • Velocità: deve garantire velocità elevate utili a migliore l’user experience ed il posizionamento sui motori di ricerca.
  • Responsive: il tema si deve adattare perfettamente sui diversi dispositivi destkop, tablet, smartphone.
  • Aggiornamenti: ogni tema ha un team che migliora costantemente il codice del tema, assicurati che gli aggiornamenti siano costanti.
  • Assistenza: appena inizierai ad utilizzare il tuo tema ti troverai probabilmente disorientato e non riuscirai a fare alcune attività, ad aiutarti dovrà esserci un team di supporto che offre assistenza con forum, chat o email.
  • Adatto: i temi hanno molteplici funzionalità ma ognuno può essere adatto ad uno scopo piuttosto che un altro. Immagina come vorresti il tuo sito una volta costruito e verifica nelle demo del tema e tra le caratteristiche se può soddisfare i tuoi bisogni.

Consiglio: se individui un blog che ti piace e a cui vorresti somigliare graficamente potresti individuare il suo tema ed utilizzarlo anche tu.

Per capire quale tema usa un sito puoi utilizzare WPThemeDetector ed avrai oltre al tema anche i plugin installati su quel sito.

NB! questo tool funziona solo per i siti costruiti con WordPress.

Dove acquistare temi WordPress

Su internet sono presenti diversi marketplace dove acquistare i temi a pagamento.

Eccone 3 che preferisco:

  • Themeforest: contiene molti temi di qualità tra cui Newspaper, Enfold e Avada.
  • MyThemeShop: marketplace con temi a prezzi bassi ma che garantiscono un elevata velocità.
  • TemplateMonster.

I migliori plugin per WordPress

Uno dei maggiori vantaggi di WordPress oltre al fatto che è open source, sono i suoi plugin.

I plugin sono applicazioni gratuite e a pagamento che ci consentono di implementare funzioni sul nostro sito senza dover scrivere neanche una riga di codice.

I plugin possono servire a migliorare graficamente il sito, creare ecommerce, migliorare la SEO, velocizzare il sito, email marketing e molto altro.

Dati i migliaia di plugin disponibili potresti pensare che se ne possono installare all’infinito.

Purtroppo non è così, infatti è bene installare solo i plugin strettamente necessari su WordPress per mantenere il sito il più leggero possibile ed evitare conflitti tra gli stessi.

Inoltre, poichè può capitare che il tuo blog abbia dei malfunzionamenti, molto spesso può derivare da un tuo plugin ed averne troppi non ti consente di individuare il problema.

Di seguito ti stilerò una lista dei plugin che utilizzo e che reputo i migliori per un buon blog.

Yoast SEO

Partiamo da Yoast, il plugin migliore per la SEO. Grazie a questo plugin potrai gestire diverse impostazioni da una dashboard intuitiva e facile da usare.

Potrai curare gli aspetti relativi alla ricerca su Google, verificare il tuo account per Search Console, impostare i tuoi settaggi preferiti in automatico ed avere assistenza durante la scrittura di un articolo.

NB! Ricorda che Yoast o qualunque altro plugin SEO non sostituiscono un SEO in carne ed ossa e gli strumenti che vengono messi a disposizione servono a facilitare la vita ma devono essere interpretati.

Consenso al Cookie GDPR

Con le nuove normative è obbligatorio avvisare i propri utenti che verranno tracciati se accetteranno di farlo.

L’avviso deve essere chiaro e facilmente visibile.

Wordfence Security

Anche i siti possono essere soggetti ad attacchi da parte di hacker ed è per questo importante difenderli.

Uno dei migliori antivirus in questo campo è sicuramente Wordfence Security.

 W3 Total Cache

Come abbiamo già detto la velocità è importante per posizionarci meglio sui motori di ricerca e W3 Total cache ci consente di migliorare le nostre prestazioni grazie alla creazioni automatiche delle cache.

Puoi testare il funzionamento di questo plugin testando la velocità del tuo sito prima e dopo l’installazione.

Per fare il test di velocità puoi utilizzare:

(I test di questo tipo è bene provarli più di una volta perchè possono dare risultati differenti a parità di condizioni)

Quando installi W3 Total Cache assicurati di non aver installato plugin simili poichè potrebbero creare conflitto.

Contact Form 7

Questo plugin ci consente di creare dei pratici moduli di contatto con cui i visitatori del nostro blog possono chiedere informazioni o preventivi.

Monster Insight

Quando crei un blog, una delle cose più importanti di cui abbiamo bisogno, sono i dati relativi al traffico sul nostro sito.

Per conoscere questi dati dobbiamo installare Google Analytics e per farlo dobbiamo inserire del codice all’interno del nostro tema.

Monster Insight ci consente di implementare Analytics senza toccare il codice del tema.

Easy form

Easy form è un comodo plugin che ci consente di implementare i form di iscrizione alle newsletter sul nostro sito.

Puoi collegare Easy form al servizio di Email marketing Mailchimp utilizzando l’API.

Creazione di contenuti

Ora che abbiamo installato i plugin, il blog è pronto per essere popolato dai nostri contenuti.

Su WordPress avrai la possibilità di scegliere se pubblicare una pagina o un articolo (post).

Se ti starai chiedendo quali sono le differenze tra un articolo ed una pagina, tranquillo perchè a tutti almeno una volta è venuto il dubbio.

Cerchiamo quindi di andare nel dettaglio e capire quando usare un articolo e quando una pagina.

Articolo

L’articolo è un tipo di contenuto connotato dal tempo, legato alla data di pubblicazione.

Sono i contenuti che contraddistinguono un blog da un sito classico e possono essere categorizzati in tag e categorie.

L’articolo si utilizza quando dobbiamo scrivere qualcosa che può essere soggetto a variazioni nel tempo come ad esempio “Cosa cambierà con il nuovo algoritmo di Google”.

“Cosa cambierà con il nuovo algoritmo di Google” è un contenuto di valore se viene letto in un arco di tempo limitato. È difficile che oggi qualcuno vada a leggere articoli che parlano delle difficoltà che troveranno i SEO con un algoritmo di Google del 2009.

Quindi il contenuto degli articoli ha una valenza temporale ma non è detto che articoli datati anni non siano ad oggi valide risorse.

Negli articoli è spesso possibile fare commenti e condividerli sui social.

Pagina

La pagina anche detta pagina statica denota un contenuto non legato al tempo ma che contiene informazioni che non variano nel tempo.

L’esempio classico è la pagina “chi siamo”, oppure guide e tutorial pratici che rimangono valide con il passare dei mesi.

Le pagine a differenza degli articoli si prestano meno ad utilizzi social, infatti spesso non sono condivisibili o non si possono commentare.

Creare contenuti di valore

Quando ti occupi di digital marketing una delle cose che ti viene detta più spesso è che alla base dei business online di successo ci sono contenuti di valore.

Ma quali sono i contenuti di valore?

I contenuti di valore vanno contestualizzati al tipo di piattaforma dove vengono fruiti. Nel nostro caso ci focalizziamo sul blog e quindi la nostra principale fonte di traffico sarà quella proveniente dai motori di ricerca.

I contenuti di valore sono delle risorse che soddisfano non solo l’intenzione di ricerca degli utenti ma anche le esigenze nascoste (o non consapevoli) che ci sono dietro una ricerca.

Inoltre i contenuti devono essere :

  • utili
  • facilmente fruibili
  • scritti in modo comprensibile
  • con collegamenti di approfondimento
  • originali

Per creare contenuti di valore dobbiamo individuare innanzitutto un target di persone a cui le nostre conoscenze e competenze possono risultare utili.

Ad esempio: questo blog è rivolto alle persone che si avvicinano al mondo del web marketing.

Successivamente dobbiamo individuare delle esigenze o dei problemi che le persone in quel target vogliono risolvere.

Scrivendo questo post intercetto l’esigenza di molti neofiti che vogliono costruire il loro primo blog e cerco di risolvere eventuali problemi o dubbi che avranno nella sua creazione.

Per individuare le esigenze e problemi del nostro target possiamo utilizzare alcune tecniche che abbiamo visto in precedenza:

  • consultare la sezione ricerche correlate o il suggest di Google
  • consultare la sezione “le persone hanno chiesto anche:” presente sulle SERP di Google
  • i commenti in blog con contenuti simili ai nostri
  • nei forum
  • sui gruppi Facebook
  • nei commenti dei video di Youtube

Sezione “le persone hanno chiesto anche”

Questa sezione è da poco presente su Google in Italiano e ci consente di individuare problemi, esigenze degli utenti e nuove idee per il nostro blog quasi “all’infinito”.

Infatti quella di sopra è la sezione relativa alla query “come creare un blog” e per ogni proposta ci sono ulteriori suggerimenti.

Conclusione

Come hai potuto vedere creare un blog è abbastanza semplice ma creare un progetto profittevole richiede delle conoscenze trasversali (SEO, copywriting, analisi) e delle competenze che potrai acquisire solo con l’esperienza.

Questa guida sarà costantemente aggiornata al fine di offrire una risorsa completa ed efficace.

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